Il Sacro Monte si accende: debuttano le nuove luci in 3 cappelle del percorso

Il Sacro Monte si accende: debuttano le nuove luci in 3 cappelle del percorso

Articolo originale da “La Stampa”

MARIA CUSCELA
VARALLO

Il Sacro Monte di Varallo potenzia l’illuminazione all’interno del percorso. Altre tre cappelle, che arrivano così a una trentina sulle 45 totali, potranno offrire una luce serale suggestiva ai visitatori della Gerusalemme valsesiana. La nuova illuminazione verrà inaugurata ufficialmente il 18 maggio, alle 18, durante una cerimonia. Ii tre punti corrispondono alla cappella numero 20, quella dell’Ultima cena, la 21 (Gesù nel Getzemani) e la 22 (Gli apostoli addormentati).

«La ditta varallese Selene si è occupata dell’illuminazione, con un costo complessivo di circa cinquemila euro – spiega il rettore padre Giuliano Temporelli -. Un’opera che ha richiesto un iter burocratico lungo con tanto di permessi della Sovrintendenza. A volerla sono stati gli Amici del Sacro Monte, gruppo composto da una ventina di persone con cui ci ritroviamo periodicamente, e i benefattori che preferiscono rimanere anonimi. La generosità di alcune famiglie valsesiane e il lavoro del personale della Riserva hanno fatto sì che il progetto venisse realizzato».

Una luce studiata in base alle ambientazioni. «L’illuminazione ha tenuto conto del momento notturno nel quale si svolgono le scene evangeliche – continua padre Temporelli -. Particolarmente suggestivo il faretto nella cappella numero 22 che richiama la luna». Al termine dell’inaugurazione del 18 maggio è prevista, alle 19, una cena al ristorante Sacro Monte, le cui prenotazioni sono aperte telefonando allo 0163-54254.

E il progetto di illuminazione non si ferma. «L’idea è quella di completare tutto il percorso, ma prima alcune cappelle devono essere restaurate – sottolinea il rettore -. Nel frattempo proseguono i restauri che riguardano la Strage degli innocenti e la scena di Cristo condotto al giudizio di Erode». Intanto gli Amici del Sacro Monte pensano a nuovi interventi. «Vogliamo occuparci di quella parte di strada – conclude padre Giuliano Temporelli – che porta alla funivia per permettere il passaggio alle carrozzine. Pensiamo ad un accesso facilitato per i disabili».

 

 

 

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